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domenica 3 aprile 2016

Il suicidio del calzino

C’è un momento in cui i calzini decidono di farla finita. No, non è la lavatrice la vorace bastarda, è il calzino stesso a essere un irrimediabile figlio di calza a rete ignota.

Carichi la lavatrice, come hai sempre fatto. Lavaggio rapido, lavaggio completo, lavaggio quello-che-ti-pare. Fatto sta che un giorno, e non saprai mai quando di preciso, tirerai via dall’oblò che s’annoia un po’ tutti i tuoi panni belli profumati, o quantomeno lavati e belli umidicci.

Prendi lo stendino.
Stendi sullo stendino.
E poi. IL DRAMMA.

lunedì 4 gennaio 2016

Montage Of Heck - The Home Recordings. Non chiamatelo disco solista di Kurt Cobain

Ho già scritto, più o meno con toni istituzionali, quel che penso di “Montage Of Heck: The Home Recordings”. Ho però poi letto l’articolo di Rolling Stone “Quando Kurt era felice”, e lì mi si è chiusa la vena, come si suol dire.

“The Home Recordings” NON È il disco solista di Kurt Cobain.


Non lo è concettualmente, non lo è nelle intenzioni dell’autore delle registrazioni. Lo è solo per la Universal e per Morgen, il quale francamente m’è caduto un po’ dopo questa sparata. È “solo” una raccolta di tracce ritrovate nei 7 anni di lavorazione per la realizzazione del documentario “Montage Of Heck”, e se fosse uscito col titolo “Montage Of Heck: Soundtrack&others” o qualcosa del genere, il voto sarebbe stato completamente differente e, molto più importante, sarebbe stata completamente assente la mia incazzatura mortifera.

“The Home Recordings” NON È il disco solista di Kurt Cobain.

È come se all’epoca della sua uscita avessero spacciato il monumentale “With The Lights Out” come il monumentale concept album dei Nirvana perduto. No, a conti fatti era una raccolta di rarità realizzata proprio mirando ai fan collezionisti, e per questo è stato apprezzato, lo apprezzo e soprattutto ne giustifico anche la mossa commerciale (dare in pasto agli ultra fan tanto ben di Dio) in quanto ha senso. “The Home Recordings” NON È il disco solista di Kurt Cobain, per il semplice fatto che dietro a ciò che ci viene propinato in questo “album” non si scova l’intenzionalità di Kurt di realizzare un disco solista. Chiariamoci: negli anni si è sparsa la voce, più o meno fondata, che Kurt volesse davvero fare qualcosa staccandosi dal nome Nirvana, che qualche demo a riguardo forse era sbattuta da qualche parte non si sa dove, ma questo CD, questo “The Home Recordings” NON È nulla di tutto ciò. È materiale usato / scartato per il gran bel docufilm (non sono ironico, “Montage Of Heck” è qualcosa di realmente emozionante ed emozionale), e che non mi si venga a dire che è stato evitato di inserire materiale che c’entrasse con i Nirvana, perché metà dell’edizione standard e 1/3 dell’edizione Deluxe hanno demo di canzoni dei Nirvana. Sì, registrate dal solo Kurt, sì, versioni embrionali, ma porca puttana erano già pensate per essere suonate come Nirvana, non come Kurt Cobain Solista. Filo logico semplice, eppure l’hanno forzato e giustificato in maniera assurda.

L'espressione di Cobain nell'apprendere che hanno spacciato sta roba come suo disco solista
Si sarebbe potuto parlare di disco solista se quelle trovate fossero davvero registrazioni pensate per un eventuale progetto solista, al di fuori della cassa di risonanza Nirvana. Kurt aveva in mente in effetti di realizzare un disco completamente acustico, pensando anche di fare a meno per un momento del nome della sua stessa band, ma NON È QUESTO IL CASO, NON È QUESTO L’ALBUM PRESUNTO.

“The Home Recordings” NON È il disco solista di Kurt Cobain. Fatevene una ragione. Almeno voi.

lunedì 28 settembre 2015

Ode Al Navigatore (per gli amici TomTom)

Ode al navigatore
ovvero quando anche il TomTom ha la Ryoghite e si perde

Sgargiante vetro colorato
dalle movenze divinatorie
che permettonomi di vagar sine timore
della Madonna e de lo Imperatore
mi hai fatto sconsacrar lo nome.

Tu, o novello oracolo digitale
compiresti 'l mirabile prodigio
di far vagare come cani Dante e Virgilio
sanza speme di trovar la retta via
ma per lo retto, ordunque orquindi orquinci,
li prenderesti, e con sommo tuo sadico gaudio
tu mi schermisci.

Direzione opposta presi,
per lande brulle e brune vagai
e con orrore la giusta via rimembrai.

Sgargante vetro colorato
dalle movenze divinatorie
che permettonomi di vagar sine timore...
Sine timore sto par de cojoni.
Che la maledetta modernità se ne torni negl'infernal gironi
Sempre che la strada trovi.

martedì 21 luglio 2015

Le 5 cose che odio quando vado al cinema

Il cinema: luogo sacro, luogo in cui vieni avvolto dal dolbisurraund e dalle sue infinite divagazioni, luogo dove da sempre puoi goderti i tuoi beniamini su uno schermo gigantesco piuttosto che stare a decifrare i quadratini del tubo catodico di scarsa qualità a casa (si, sono un nostalgico delle radiazioni dei vecchi televisori, non me ne vogliate). Luogo dove, nelle ultime file, più appartate, l’adolescenza ha regalato numerose soddisfazioni e forse pure qualche pargolo, tra gli acrobati della poltrona ma non del salto della quaglia. Luogo dove, purtroppo, delle volte profanatori della sacralità ti rompono impunemente i coglioni parlando, ridacchiando, masticando con forza i popcorn manco fossero dei novelli Conte Ugolino.

Ecco le cinque cose che odio quando sono al cinema.

venerdì 19 giugno 2015

Jurassic World. L'ho visto. Ploff.

"Ma quant'è bello andare in giro con tre raptor tra i piedi
se è un I-Rex di merda che ti crea problemi
"

Due cose prima di iniziare:

1. Non avevo chissà quali grandiose aspettative, ero per lo più tendente all'essere neutrale
2. Odio in maniera incontrastata chi ha montato quel gigantesco spoiler di tutto spacciandolo per trailer
3. Ho comunque apprezzato buona parte degli omaggi all'originale.

Detto questo, non riesco a capire tutte queste lodi strappapelipubici per Jurassic World.

mercoledì 27 maggio 2015

Caro corriere ti scrivo, così m'incazzo un po' [parte 2]

Ieri dicevano che non avevano trovato il destinatario, cioè me stesso medesimo, a casa.

Oggi se ne escono dicendo che l'indirizzo scritto era incompleto o errato.

Caro corriere SDA, carissimo. FAI PACE COL TUO CERVELLO. O quel che ne rimane.

martedì 26 maggio 2015

Caro corriere ti scrivo - così m'incazzo un po'


Caro corriere ti scrivo, così m’incazzo un po’
E siccome sei molto vicino più forte m’incazzerò
Da quando sei partito c’è una grossa novità,
dici che hai suonato, ma sai
qualcosa qui proprio non va

Arriva una mail la sera e parte la bestemmia
Mi scrivi che non ero a casa, e infatti ero da tua sorella
Son stato sempre a casa, sai, per una giornata intera
Ma tu non sei passato per niente, sai
Anche se dici che non è vero


Poi vabbé, la rivisitazione in chiave personale de “L’Anno Che Verrà” potrebbe continuare, ma sto di un incazzato nero, talmente nero che il nero dei pennarelli Giotto in confronto è bianco fosforescente.

mercoledì 20 maggio 2015

L'embolo che sale - Rock edition


“Ma quando mai hanno fatto Rock questi?

“Questi” sarebbero i Muse, e questo è lo spunto per condividere con voi un mio pacatissimo sfogo: il rock è Deep Purple, Led Zeppelin, ma è anche Muse, The White Stripes e tanti altri che sono apparsi negli ultimi dieci, quindici anni.

sabato 16 maggio 2015

The Voice – The Show

Sottotitolo: "DIS IS DE VOOOIISSSS!" "Cor cazzo."

Non è una mano finta per fare fisting o altre porcellonate. È il logo di The Voice.


A morte i talent!
Che cagata, ma come si può guardare 'sta roba?

E poi, inesorabilmente, chi tanto si indigna segue in maniera spasmodica, maniacale proprio quei programmi. Non mi riferisco a chi critica i talent show, perché se uno critica non necessariamente lo odia a priori. Criticare significa informarsi, conoscere ed eventualmente criticare – positivamente o negativamente – una data cosa. Mi riferisco, quindi, a chi segue i talent show nonostante gli spali badilate di merda addosso manco fosse Biff in Ritorno Al Futuro 1, 2 e 3 messi insieme.